Crisi, Berlusconi in Aula mercoledì

E' fissato per giovedi prossimo l'incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica, mentre dovrebbe tenersi mercoledì pomeriggio l'informativa del governo in Aula sulla situazione economica. A tenere l'informativa sarà lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, prima alla Camera e poi al Senato.
1 AGO 11
Ultimo aggiornamento: 01:25 | 21 AGO 20
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E' fissato per giovedi prossimo l'incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica, mentre dovrebbe tenersi mercoledì pomeriggio l'informativa del governo in Aula sulla situazione economica. A tenere l'informativa sarà lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, prima alla Camera e poi al Senato.
Questa mattina il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, aveva rilanciato l'idea di un campus estivo dove discutere di proposte e iniziative urgenti: "E' necessario sfruttare il mese di agosto per mettere insieme le proposte delle migliori teste pensanti, da portare in Parlamento a settembre''. Un'idea che ha convinto anche il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, che ha detto: "Io sono disponibile, un dibattito parlamentare è la cosa più giusta". L'esecutivo definirà comunque stasera la propria strategia durante una riunione - allargata ai capigruppo di maggioranza - a cui dovrebbero partecipare, tra gli altri, il premier Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano, e i vertici della Lega Nord.
Nel frattempo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, hanno preso contatto con i rappresentanti delle forze sociali d'accordo con il leader di Fli, Gianfranco Fini, per sollecitare un incontro con tutte le forze parlamentari di opposizione e per discutere dell'emergenza economica e delle iniziative per affrontarla.
Bersani e Casini hanno sentito oggi il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni e il presidente di Abi Giuseppe Mussari per concordare un incontro tra opposizioni e parti sociali da tenersi mercoledì prossimo.
Maurizio Landini, leader della Fiom, ha bocciato l'appello alle parti sociali per la crescita firmato dalla Cgil e da tutte le associazioni di impresa. Landini ha detto al Foglio: "In quel testo ci vedo, innanzitutto, la richiesta piuttosto esplicita di un governo tecnico di unità nazionale. A parte questo, non c’è granché" [continua a leggere l'intervista a Landini]
Anche Guido Viale, nelle pagine del Foglio di sabato scorso, ha scritto che il manifesto promosso da Confindustria e sottoscritto da Cgil, Cisl e Ugl insieme a tutte la associazioni datoriali italiane "segna un’ulteriore tappa nella marcia di asservimento dei sindacati alle logiche di una politica dettata dai cosiddetti 'mercati'" [continua a leggere Guido Viale]
Allo stesso modo Ernesto Felli e Giovanni Tria, secondo i quali "le sigle che hanno firmato l’appello sono infatti rappresentative delle corporazioni che hanno di fatto fino ad oggi bloccato l’azione di riforma necessaria a fare dell’Italia un paese con una economia competitiva. Ossia, le corporazioni che hanno costruito il capitalismo corporativo italiano e continuano a essere impegnate a difesa dell’esistente" [continua a leggere Diario di due economisti]